Monthly list: 5 kitchen utensils I can’t live without

It’s been almost 10 years since I left my parents’ house to study and live in Rome and in this long period I lost the count of all the places I relocated to. Stressful, I know. Every time there’s infinite list of items to pack and ship because, let’s face it, I have some weird emotional attachment to some objects and I’m not the type who likes to buy the same stuff over and over, and then throw them away. I actually prefer to splurge in order to foster my pathological addiction for travels and dinners out. I need help, I’m aware of it.

However, in the jungle of lists of items that must be in my new house, here is the top five kitchen utensils I could never live without them.

  • Wooden spoon – This is my saving grace. I can’t even think of cooking without it. There’s always the normal spoon, or a fork, you would argue, but seriously, the sound of stainless steel cutlery scratching the bottom of the pan, sends shivers down to my spine. Not to mention it’s likely to ruin the pan if this is non-stick.
  • Kitchen knife – We are talking about basics, right?
  • Cutting board – Same here. Plus, you don’t want to ruin your kitchen countertop. Especially if you paid a security deposit to the owner of the house.
  • Colander – First of all, I need it for pasta, but practically I do everything with it: wash vegetables and fruit; leave my food to slowly defrost in there; drain water in veggies (boiled spinach or cucumber, courgettes, aubergine covered in salt); use it as a bowl to momentarily set aside non-liquid food.
  • Ginger/garlic grater – ok ok, I know, this is not a common item at all, but after I bought this in Japan, I seriously wondered how I grated my garlic before. I have to admit that since I had this handy tool, I definitely use more garlic in my dishes. Maybe that’s why people keep avoiding me?

In the next few months I’ll be moving again, and this is the only list of essential objects I wrote so far. You can call me lazy, but at least I know my priorities and, for sure, I’m not going to starve because I can cook as soon as I move to the new place, thanks to my essential kitchen utensils! I’m a person who’s happy with simple things afterall.

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And now in Italian.

Sono passati quasi 10 anni da quando ho lasciato la casa dei miei genitori per andare a studiare e vivere a Roma e in questo lungo periodo ho perso il conto di tutti i traslochi e le città in cui mi sono trasferita. Ogni volta è sempre più stressante. Ogni volta che ci sono liste infinite di cose da imballare e spedire perché, diciamocelo, ho qualche strano attaccamento emotivo ad alcuni oggetti e poi, non sono il tipo che ama comprare le stesse cose più e più volte e poi abbandonarle ogni volta che mi sposto. In realtà preferisco scialacquare i miei pochi, miseri euro nella mia patologica passione per viaggi e cene fuori. Ho bisogno di aiuto, ne sono consapevole.

Comunque, nella giungla di liste di oggetti che devono per forza essere nella mia nuova casa, ecco i cinque utensili da cucina di cui non potrei mai fare a meno.

  • Cucchiaio di legno – la mia salvezza. Non posso nemmeno pensare di cucinare senza. C’è sempre il cucchiaio normale, o una forchetta, si potrebbe obiettare, ma seriamente, il suono delle posate che graffiano il fondo della padella mi fa venire i brividi alla schiena anche solo a pensarci. Per non parlare del fatto che è quasi sicuro che la padella si rovini se è antiaderente.
  • Coltello da cucina – stiamo parlando di strumenti essenziali, giusto ?
  • Tagliere – stessa cosa, non vorrete mica rovinare il piano della cucina? Soprattutto se avete pagato un deposito cauzionale al proprietario di casa.
  • Scolapasta – prima di tutto è necessario per scolare la pasta, ma praticamente lo uso per tutto: lavare verdura e frutta; lasciare il cibo a scongelare lentamente; drenare l’acqua nelle verdure (  tipo spinaci bolliti o cetrioli, zucchine, melanzane da spurgare); o semplicemente usarlo come una ciotola in mancanza d’altro.
  • Grattugia aglio/ zenzero – ok ok, lo so, questo non è un oggetto comune, ma dopo averlo comprato in Giappone, mi sono seriamente chiesta come avessi grattugiato l’aglio in tutti questi anni. Devo ammettere che da quando ho il mio grattugia aglio giapponese uso molto più l’aglio nei miei piatti. Forse è per questo che la gente mi evita?

Nei prossimi mesi mi trasferirò di nuovo, e questa è l’unica lista di oggetti che porterò sicuramente con me. Potete anche dire che sono pigra, ma almeno so che non morirò di fame perché posso cucinare subito, lo stesso giorno del trasloco, grazie ai miei indispensabili utensili da cucina! Dopotutto, sono una persona che diventa felice con poco.

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January’s list: the top 5 eating experiences to have at least once

Usually as the new year begins, we make a lot of resolutions that -let’s be honest- we hardly ever respect, but I would lie if I said I didn’t make an evaluation of last year and what I want in the future, not necessarily in 2014. I thought about an uncountable number things, and among the less serious ones there is, of course, eating experiences it would be nice to have in my lifetime.

So, here we are with my January’s top 5, actually in this case a bucket list. Don’t worry, there’s nothing weird, at least I hope.

1. Eating at Jiro’s, the best sushi restaurant in the world. Extremely expensive, I know, but food critics say the experience is worth every single penny. Besides, if Katy Perry dines at Jiro’s, why can’t I? I know, don’t answer.

Photo: @katyperry

Photo: @katyperry

2. Ordering a massive burger and giant milkshake at a vintage American diner. This might not sound special but, as European who hasn’t set a foot in the US yet, I always saw Diners in movies and I kind of want to feel like in a scene of Back to the Future.

3. Trying Pierre Hermé’s desserts as they are often described to have the perfect flavour.

Photo: Yuichi Sakuraba

Photo: Yuichi Sakuraba

4. Eating Magnolia Bakery’s cupcakes.

5. Doing an Italian food tour where I can try a couple of typical recipes for each region.

If my wallet allows me, my resolution for the near future is to travel as much as I can, in order to satisfy all my cravings, knowledge and emotions. Yes, emotions, just like when I was moved to tears after tasting the real sushi at Tsukiji market, or when I was treated to a Michelin starred restaurant for the first time last year. Am I a hopeless romantic? You bet, but let’s not talk about me now, because I’m interested to know the eating experiences you’d love to have in your lifetime. So, please, leave a comment.

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And now in Italian.

Di solito, con l’inizio del nuovo anno siamo propensi a fare i così detti “buoni propositi” che, siamo onesti, non rispettiamo quasi mai. Mentirei se dicessi che non ho fatto un bilancio dello scorso anno e di quello che vorrei per il mio futuro, non necessariamente per 2014. Ho perso il conto delle cose a cui ho pensato, ma tra le meno serie ci sono le esperienze culinarie che mi piacerebbe fare almeno una volta nella vita.

Quindi, ecco la mia lista. Non c’è niente di strano, o almeno credo.

  1. Mangiare il miglior sushi del mondo da Jiro, costosissimo, ma i critici dicono che vale ogni centesimo speso. E poi, se ci va Katy Perry, perché non posso andarci io? Ok, lo so il perché.

  2. Ordinare un hamburger e un milkshake giganti, in un diner americano vintage. Lo so, non suona come una cosa particolare, ma per me che non ho mai messo piede negli Stati Uniti, sarebbe come ritrovarsi in un film, come essere in una scena di Ritorno al Futuro.

  3. Assaggiare i dolci di Pierre Hermé, perché si dice che il loro sapore rasenti la perfezione.

  4. Provare le cupcakes di Magnolia Bakery.

  5. Fare un tour delle regioni italiane, assaggiando più di un piatto tipico per ognuna.

Se le mie finanze lo permetteranno, il mio proposito per il futuro è di viaggiare il più possibile, per soddisfare la mia fame di cibo, conoscenza ed emozioni. Sì, emozioni, come quando ho provato il vero sushi al mercato di Tsukiji e mi sono commossa, oppure la prima volta che ho mangiato in un ristorante stellato. Sono un’inguaribile romantica? Ci potete scommettere, ma basta a parlare di me, perché vorrei sapere quali sono le esperienze culinarie che vorreste fare nella vita.

Lasciatemi un commento.

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November’s list: my 5 favourite cookbooks

I have always been a planner, I love making lists about everything, because I like to pretend to have control over something in life. No, not a trace of any OCD in case you wonder :). So, new section, new section! starting from now, I will be doing a monthly list related to food and in order not get bored I will keep it short, with just 5 elements.

November is about: the 5 cookbooks I’m loving. Before you say anything, I know that in the previous post I mentioned that I tend not to use cooking books as much as I use the internet, but there are exceptions: first, I want books about particular food topics, and then, nice books. Because, I also love beautiful book design, especially with nice photographies. This is why, I my eye catches a nice cookbook (and, of course if I can afford it), I have to have it.

1. One by Florence Knight. Design is modern, bright and spacious, in a way it makes me feel relaxed just looking at those pages. Pictures are very nice and together with the choice of watercolour typeface dividing sections, contribute to the “warm atmosphere” that the entire book wants to convey. Looking carefully at the recipes, it is possible to see  that design was just adapted to the author’s comfort food in a unique harmony.

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2. The Flavour Thesaurus by Niki Segnit. One word: amazing. This is what every household should have because it is an encyclopedia of flavours with their matchings, from the classic ones to unexpectedly delicious ones.

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3. The Family Meal -Home Cooking with Ferran Adrià– this is a collection of  easy three course meals that were prepared on daily basis for eBulli’s staff, elBulli’s family. I am not really into the graphics here, but I like the division in meals and the big picture at the beginning of each meal showing the necessary ingredients for all the three dishes.

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4. Cake Days from Hummingbird Bakery. This is the place I love the most in London, just because they have the most delicious cakes ever (until I will set foot in the US). I like the design, but most of all the pictures, in two words: food porn. *mouthwatering*

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5. The Geometry of Pasta by  Jacob Kenedy and Caz Hildebrand: I could not leave my origins out, right? so, this books conjugates very good and particular recipes with sharp black and white illustrations which brilliantly replace photographies. This is what I like the most: a remarkable piece of design and terrific content.

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And now in Italian.

Nella mia vita amo pianificare, mi piace fare liste su tutto, perché mi piace far finta di avere il controllo su qualcosa in questa vita. No, non ho alcun disordine ossessivo compulsivo in caso ve lo steste chiedendo. Quindi, c’è una nuova rubrica! Da questo momento, farò una lista mensile di argomenti legati al cibo, e per non annoiarsi, mi manterrò breve, solo 5 elementi.

 La lista di Novembre è su: 5 libri di cucina che adoro. Prima di cominciare, so che nel post precedente ho detto che tendo a non usare troppo i libri di cucina perché internet ha preso il sopravvento, ma a dire il vero, ci sono delle eccezioni: mi piacciono argomenti particolari e amo il book design, specie quando ci sono delle belle fotografie. Perciò, quando adocchio un bel libro di cucina (e se me lo posso permettere), devo averlo.

1. One di Florence Knight. Il design è moderno, luminoso e spazioso, mi fa quasi sentire rilassata anche solo dare uno sguardo alle sue pagine. Le foto, insieme alla scelta di un carattere ad acquerello per dividere le sezioni, contribuiscono a creare un’atmosfera accogliente. Ad un’occhiata più attenta alle ricette, è possibile notare che il design risponde alla volontà dell’autore di comunicare l’armonia del comfort food.

2. The Flavour Thesaurus di Niki Segnit. Un solo aggettivo: incredibile. Questo è il libro che dovrebbe essere presente in ogni casa, perché si tratta di una enciclopedia del gusto, con tutti gli accoppiamenti, dai più classici a quelli più insoliti ma ugualmente deliziosi.

3. The Family Meal -Home Cooking with Ferran Adrià-. Si tratta di una collezione di pasti, ognuno composto da tre portate, che venivano preparati quotidianamente per lo staff di elBulli, la famiglia. Non sono molto convinta dal design, ma approvo la divisione in pasti e la fotografia iniziale di ogni pasto, in cui sono raffigurati tutti gli ingredienti necessari per i 3 piatti.

4. Cake Days di Hummingbird Bakery. Questo è il posto che amo di più a Londra, perchè hanno le torte più buone del mondo. Mi piace il design del libro, ma soprattutto le foto, in due parole: food porn. *sto salivando*

5. The Geometry of Pasta di Jacob Kenedy e Caz Hildebrand Non potevo tagliare fuori le mie origini, giusto? questo libro coniuga delle ricette particolari con delle illustrazioni accattivanti in bianco e nero, sapientemente utilizzate al posto di fotografie. Questo è ciò che preferisco: un bel design e un magnifico contenuto.