Sunday pastries, an Italian classic

IMG_0546

Memories come back unannounced, unexpectedly, leaving us amazed at how daily routine distracts us.

I was in Norwich, packing my suitcase to fly back home in Italy the next day, but I desperately needed a padlock, because some nice guy at Rome airport cut the one I had, apparently to do some security checks. Just to clarify, I wasn’t smuggling anything else than Parmigiano.

So while I was looking for a suitable padlock at the hardware store, I started talking to the owner who was happy to help someone who – you could definitely tell – was not in her usual context. He asked me where I was going to and as soon as I said I was going back home in Italy, he said: “Well then bring me back some Sunday pastries, that’s how they’re called, right?” Sunday pastries? Bam! epiphany! and I’m back to my childhood again.

Sunday pastries are all those desserts, namely pastries or monoportion cakes that are covered and/or filled with cream, custard or fruit just to name a few. These pastries are usually eaten after the Sunday lunch with the entire family and represent a childhood memory common to many Italians. Well, at least until metabolism or diabetes strikes.

I remember I couldn’t wait for the priest to pronounce the end of the Mass, so we could go straightaway to our most trusted Pasticceria (patisserie) where the ritual could get started and my senses awaken. First, as I opened the door I could smell the reassuring fragrance of sugar and vanilla, a promise of what was going to happen next. Then I used to spend a couple of minutes staring at all the types of pastries because I was fascinated by their shapes and their bright colours, as I couldn’t believe they were handmade only using simple ingredients. I didn’t give much thought at this at the time, but maybe that’s how my passion for baking started.

My mother knew I loved that moment, so she allowed me to chose and indicate to the nice lady what pastries we wanted to end the meal with: cannolo for me, millefeuille for my father, my mother’s favourite sfogliatella (shell shaped pastries filled with sweetened ricotta) and a fruit tart for Nonna.

IMG_0540

Without any doubt, every child like myself waited patiently the end of the lunch, to finally tear up the wrapping paper around the cardboard tray and then resume the ritual of the senses that was suspended in Pasticceria. I used to take my cannolo and then enjoy the sound of puff pastry cracking under the fork and followed by the eruption of sweetened ricotta. The actual taste of the pastry was of course excellent, but it was the whole experience that made it special.

Unfortunately, growing up and leaving home changes the daily life, so moments become memories buried in some hidden angle of our minds until someone or something makes us remember. There we are, again, older and nostalgic but with our bellies always full.

Enjoy your Sunday.

And now in Italian.

I ricordi tornano senza preavviso, inaspettatamente, e ci lasciano stupiti di quanto siamo distratti dalla routine della vita quotidiana.

Mi ricordo che ero a Norwich e stavo preparando la valigia per tornare a casa in Italia il giorno dopo. Avevo un disperato bisogno di un lucchetto, perché prima del viaggio di andata, qualche addetto alla sicurezza dell’aeroporto di Roma ha tranciato quello che avevo, apparentemente per fare alcuni controlli di sicurezza. C’è da dire, però, che non stavo contrabbando altro che del Parmigiano.

Così, mentre cercavo un lucchetto adatto alla mia valigia, ho iniziato a parlare con il proprietario della ferramenta, che era felice di darmi una mano, anche perché si vedeva che ero come un pesce fuor d’acqua. Mi ha chiesto dove stessi andando e appena gli ho risposto che sarei andata a casa in Italia, mi ha subito risposto: “Beh, allora quando torni portami le paste della domenica. Si chiamano così, giusto?” Paste della domenica? Bam! che ricordo! ed eccomi di nuovo bambina.

Non vedevo l’ora che il prete pronunciasse: “La messa è finita, andate in pace.”,per andare subito alla nostra pasticceria di fiducia, così che il rituale potesse iniziare e coinvolgere tutti i sensi. Per prima cosa, una volta aperta la porta della pasticceria già il solo profumo rassicurante di zucchero e vaniglia mi rendeva felice, perché era una promessa di ciò che stava per accadere. Poi stavo lì un paio di minuti, a fissare tutti i tipi di paste, perché ero affascinata dalle loro forme i loro colori vivaci. Non potevo credere che fossero fatte a mano utilizzando pochi semplici ingredienti. Non ci ho dato molto peso a quel tempo, ma forse è così che è nata la mia passione per la pasticceria.

Mia madre sapeva che amavo quel momento, così lei mi faceva scegliere e indicare alla simpatica pasticciera quali fossero le paste che volevo consumare con la mia famiglia: un cannolo per me, la diplomatica per mio padre, la sfogliatella per mamma, e una crostatina con crema e frutta per Nonna.

Senza alcun dubbio, ogni bambino come me attendeva pazientemente la fine del pranzo, per strappare finalmente la carta che avvolgeva il vassoio, e quindi per riprendere il rituale dei sensi che era stato sospeso dal pasto domenicale. Ricordo che prendevo il mio cannolo e mi godevo il suono della sfoglia croccante a contatto con la forchetta, seguito da un’eruzione di ricotta zuccherata. Il sapore vero e proprio della pasta era ovviamente eccellente, ma era tutta l’esperienza che rendeva speciale il momento.

Purtroppo, crescere e andare via di casa cambia la vita quotidiana, così i momenti preziosi diventano ricordi sepolti in qualche angolo nascosto della nostra mente, fino a quando qualcuno o qualcosa ci fa ricordare. E all’improvviso torniamo indietro nel tempo, ma più vecchi, più nostalgici e con la pancia sempre piena.
Buona Domenica.

Advertisements

2 thoughts on “Sunday pastries, an Italian classic

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s